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Una pagina di storia...

GLI SDI ANTITERRORISMO NEGLI ANNI '70


 

- 21 aprile 1974 : sabotaggio sulla linea Firenze-Bologna, saltano 20 metri di binario. L’attentato è rivendicato da Ordine nuovo, movimento di estrema destra.

- 4 agosto 1974 : Nella notte una bomba esplode sul treno Italicus. Muoiono 12 persone, altre 48 restano ferite.
 
- 7 gennaio 1975 :  Terontola (AR). Divelto dallo scoppio di una bomba il binario della Firenze-Roma.


Quelli qui sopra sono soltanto brevi frammenti della cronaca di quegli anni difficili e tristi, durante i quali avvennero numerosi attentati terrostici di varia natura e matrice politica .

E’ da quegli anni che vogliamo partire per comprendere a fondo la storia e l’origine degli SDI, nella loro veste di militari con funzioni di vigilanza anti terrorismo. E’ una storia sconosciuta ai più, che adesso merita di essere raccontata con la giusta evidenza.

Lo facciamo grazie a queste straordinarie immagini in bianco e nero recuperate dal Capo Incursore Canelli, a quei tempi al comando di alcune squadre di SDI in servizio anti terrorsimo lungo i 70 km della linea ferroviaria FIRENZE – AREZZO, una delle tratte prese di mira dai terroristi.

Quei ragazzi che in alcuni fotogrammi stanno in piedi accanto ad un fuoco sono SDI: hanno da pochi giorni dato il cambio alle squadre composte dai marò del Battaglione San Marco, anche loro coordinati dagli Incursori di Marina.
Gli SDI indossano una mimetica e gli anfibi, ma hanno la “pizza”, il classico copricapo da marinaio.
Evidentemente a quel tempo il nostro classico berrettino caki ancora non esisteva.
E’ un connubio originale, la pizza da marinaio con la mimetica da soldato.

Siamo agli inizi, la scuola di Santa Maria nemmeno esiste, (vedi
Storia degli SDI) e ci si veste senza badare troppo alla forma. E’ la sostanza che conta. E gli SDI ci sono, fuori dalle caserme, stavolta, lungo le linee ferroviarie.

In questi scatti , quei ragazzi li vediamo arrostire carne per festeggiare la Pasqua.
Siamo nel 1976, e tra una “muta” e l’altra gli SDI liberi dal servizio festeggiano come possono la santa Pasqua lontani da casa, a pochi metri dalla strada ferrata posta sotto la loro protezione. Gli altri, gli SDI che nella foto non si vedono, sono appostati nei boschi.
Qualcuno su un’altana improvvisata, qualcuno su un albero. Altri ben nascosti nelle buche protetti dai sacchetti di terra. Tanti sotto le gallerie dei treni si muovono nell’oscurità.

Imbracciano tutti un FAL pronto a sparare, caricatori di riserva, baionetta. Altri ancora, a bordo delle “campagnole” portano il cambio ai colleghi di guardia, percorrendo sentieri impervi lungo l’appenino toscano. E quando cala la notte, gli SDI, come è stato loro insegnato dagli Incursori, attendono silenziosi nelle tenebre il nemico.

E’ una notte lunga, una notte di 34 anni fa, una notte come tante altre sulla Firenze – Arezzo, quando il nostro Capo Canelli apprende via radio dal Comando che è nata sua figlia: è così che accade ai militari.

Intorno ci sono gli SDI, gli SDI di Capo Incursore Canelli.
 
Nessuno osi.

 



 
Capo Canelli

 












 


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