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Gli SDI, la loro storia.
 

Dalle pattuglie antiterrorismo negli anni '70
alla “Force and Harbour Protection” del 2013

La storia degli SDI è scritta a stretto contatto del COMSUBIN e del SAN MARCO.


Negli anni settanta, l’emergenza è quella tristemente nota del terrorismo. L’attacco allo Stato, gli attentati, le stragi.

E’ in questo contesto tragico che la Marina Militare decide di dotarsi di personale  ben addestrato,  selezionandolo tra i marinai di leva, destinandolo a protezione e tutela  di basi e personale a terra.


La testimonianza del nostro socio Salvatore Marino (anche consigliere ANMI Trieste) riferisce che alla fine del 1972 ci fu un Corso di Difesa Basi presso una Caserma dell' Esercito Italiano vicino a Bari della durata di 3 mesi per circa 150 marò SDI che poi vengono destinati in varie installazioni della Marina Militare (Salvatore nella foto a sinistra).

Nel 1973 i primi corsi fucilieri vengono effettuati a Siena presso una caserma dell’Esercito, (84 FANTERIA REG.VENEZIA CAR) ma pur sempre a cura degli Arditi Incusori.

Sempre nel 1973 presso Spoleto in una caserma dell'Esercito, viene sperimentato il primo corso MA/SDI per diplomati e laureati
(leggi la testimonianza di Gioacchino Dinuzzi)

In questi primi anni si ha notizie di piccole aliquote SDI addestrate presso il QGM di Santa Rosa (il “bunker”).


La prima vera scuola SDI è quella di Aulla, dove (scuole CEMM) si comincia  il 1 aprile del 1975 : il programma, per i primi allievi marò SDI della scuola è vario e impegnativo: difesa personale, arma bianca, topografia e naturalmente l’uso delle armi leggere.  Al comando della prima scuola difesa basi è posto la M.O.V.M.  Emilio BARBERI (foto a destra),  il quale avvalendosi della collaborazione di otto Arditi Incursori si dedica alla formazione degli allievi. 
(leggi la testimonianza di Pier Carlo Capozzi)

Dimostrando ampia versatilità ad operare anche fuori dalle basi, ed in contesti insoliti, nel 1976 pattuglie di SDI sotto il comando degli Arditi Incursori, danno il cambio ai Marò del San Marco per  assicurare la vigilanza lungo la linea ferroviaria Arezzo – Firenze, proteggendola da attacchi dinamitardi di natura terroristica. (leggi “gli SDI contro il terrorismo)


La caserma di Santa Maria apre le porte agli SDI nel 1980.  La caserma fa parte del Gruppo Scuole Teseo Tesei (COM.SUB.IN), a picco sulla splendida baia del Varignano, a Le Grazie (SP).

 Occorre ricordare che sempre in quel periodo, alcuni SDI in esubero, provenienti dal Sud della Penisola, vengono addestrati presso Maricentro Taranto.

A Santa Maria,  come accadeva ad Aulla,  gli SDI  vengono addestrati dagli Incursori di Marina.
 Il corso degli MA / SDI dura due mesi ed è riservato ai diplomati. I Marò/ SDI apprendono quello che serve in 30  giorni.  A seconda della stagione gli Allievi MA/SDI effettuano un campo istruzione a Foce di Reno con gli Allievi Incursori, o trascorrono un mese estivo in Sardegna con gli uomini del G.O.I.  Sempre negli anni ottanta, Villafranca in Lunigiana vede gli allievi SDI protagonisti di alcune esercitazioni con gli allievi incursori, lungo il corso del fiume Magra. Gli “scramble” , anche in notturna, al Muzzerone sono una costante nel corso SDI del COMSUBIN.

Gli “M.A.”, ( a quei tempi Meccanici Armaioli) sono destinati a ruoli di  capo squadra e coordinamento dei Marò SDI, impegnati nei servizi di guardia e pattuglia. Alcuni “MA” negli anni 80 vengono inviati a Maricentro La Spezia come “inquadratori” delle reclute.  I migliori dei corsi SDI rimangono a Santa Maria come inquadratori degli allievi SDI.

Sempre nel periodo descritto, un MA/SDI, con note di servizio ottime, dopo dieci mesi di servizio diventa Sergente, mentre un Marò/SDI può aspirare al grado di Sottocapo.  Da notare che la leva obbligatoria in Marina negli anni ’80 spazia da 18 a 14 mesi.

 Nel settembre 1992  i corsi SDI al COM.SUB.IN terminano. La scuola viene trasferita a Brindisi presso il “Battaglione San Marco”, dove gli Incursori continuano ad addestrare il personale di leva, sotto la direzione del Gruppo Scuole della base. In seguito alla riforma del Gruppo Scuole, nel 1993 viene istituita la categoria FCM, e nel nostro caso, terminato il corso viene aggiunta l'abilitazione SDI.
 Il vecchio corso MA/SDI diventa FCM/SDI CS, su frequenza bimestrale e base volontaria di 40 elementi diplomati, destinati a svolgere però l'impiego di capo squadra a destinazione . Dal gennaio 1997 il personale SDI addestrato a Brindisi riceve le manopole d'ordinanza recanti l'effige del Leone di S.Marco, da indossare sull'ordinaria.  Per un breve periodo viene assegnato agli SDI un basco amaranto con fregio riferibile ai lagunari. 

Finalmente, nel 2006,  gli SDI adottano il basco d’ordinanza con fregio della Marina Militare su fondo scuro, che si distingue da quello su fondo rosso riservato ai Fucilieri  “ANF” del Reggimento San Marco.
 In questa fase, i corsi SDI subiscono, inspiegabilmente, una brusca riduzione qualitativa:  si tengono presso Maricentro (dove per i VFP, già durante il CAR viene selezionata una Compagnia SDI) e proseguono dopo per un paio di settimane, per apprendere il minimo necessario del combattimento terrestre.

Dal 1 marzo 2013, le cose cambiano nuovamente. Per esigenze di razionalizzazione la Forza da Sbarco della Marina Militare confluisce nella nuova Brigata Marina SAN MARCO, formata da Tre Reggimenti (fonte sito della Marina Militare Italiana).  La struttura della attuale Forza da Sbarco viene trasformata organizzativamente, valorizzando le esperienze operative acquisite in campo anfibio, nelle operazioni di interdizione marittima e, non ultimo, nella difesa delle installazioni sensibili. Accanto al Primo (Forza da Sbarco) ed al Secondo ( Maritime Interdiction Operations) nasce il Terzo Reggimento San Marco che si specializza nella Force and  Harbour Protection e difesa installazioni sensibili e unisce sotto la propria responsabilità tutto ciò che in precedenza era noto solo come Servizio Difesa Installazioni (SDI).
Il 3° Reggimento è composto a sua volta da 3 Battaglioni SDI, Nord, Centro e Sud dai quali dipendono regionalmente Compagnie e Plotoni.


    

 

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